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	<title>Veneto &#8211; Riciclarte</title>
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	<title>Veneto &#8211; Riciclarte</title>
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		<title>Zezur Valerio</title>
		<link>https://www.riciclarte.it/artisti/zezur-valerio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 13:21:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Artista emergente di origine ucraina, oggi residente in Veneto, Valerio Zezur crea opere astratte e materiche con acrilico, gesso, carta, metalli e materiali riciclati. La sua produzione artistica nasce da un percorso di vita segnato da difficoltà, dolore e rinascita. Autodidatta e profondamente introspettivo, utilizza l’arte come strumento di liberazione, identità e comunicazione emotiva. Ogni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Artista emergente di origine ucraina, oggi residente in Veneto, Valerio Zezur crea opere astratte e materiche con acrilico, gesso, carta, metalli e materiali riciclati. La sua produzione artistica nasce da un percorso di vita segnato da difficoltà, dolore e rinascita. Autodidatta e profondamente introspettivo, utilizza l’arte come strumento di liberazione, identità e comunicazione emotiva. Ogni quadro racconta una parte della sua storia personale, spesso legata a tematiche sociali come l’abbandono, l’inclusione e la resilienza.</p>
<p>Zezur espone stabilmente presso il Relais Delta, dove è possibile ammirare le sue opere e assistere al processo creativo dal vivo. Attualmente è impegnato nella pubblicazione del suo primo libro autobiografico, un potente racconto di sopravvivenza e arte, intitolato <em>Dentro l’incubo, oltre il buio</em>.</p>
<p><strong>Mostra permanente presso Relais Delta, Taglio di Po (RO). Disponibile per eventi, workshop e live painting.</strong></p>
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		<title>Obinu Maria Giovanna</title>
		<link>https://www.riciclarte.it/artisti/obinu-maria-giovanna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 10:58:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi chiamo M.Giovanna, ho conosciuto l&#8217;intreccio della carta nel 2014 quasi casualmente. Ho cominciato e non mi sono più fermata perché solo la carta nel suo riutilizzo migliore sprigiona il meglio della mi capacità creativa ed evolutiva. Fino a fondare nel 2022 la prima ditta italiana e registrando il marchio che intreccia la carta con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiamo M.Giovanna, ho conosciuto l&#8217;intreccio della carta nel 2014 quasi casualmente. Ho cominciato e non mi sono più fermata perché solo la carta nel suo riutilizzo migliore sprigiona il meglio della mi capacità creativa ed evolutiva. Fino a fondare nel 2022 la prima ditta italiana e registrando il marchio che intreccia la carta con questo specifico metodo delle cannucce.</p>
<p>Non potrei mai pensare alla mia vita senza gli intrecci e per loro mi sono messa in gioco e lo rifarei se necessario. Credo nel potere della carta, credo nella forza creativa del riuso. Ciò che mi rende orgogliosa è che sono arrivata a sfidare l&#8217;acqua realizzando dei vasi per piante completamente in carta. Ho sostituito la plastica. Sto lavorando e sperimentando per superare il fuoco&#8230; si può fare. Inoltre, in questo periodo dove il trend delle lampade bottiglia la fanno da padrona ho pensato (e fatto) : perché non il paralume in carta!</p>
<p>Questo e molto altro posso realizzare. E tutto è cominciato con un cesto sbilenco nel 2014.</p>
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		<title>Pasini Arianna</title>
		<link>https://www.riciclarte.it/artisti/pasini-arianna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 13:17:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nata nel 1991 in provincia di Verona, fin da piccola manifesta una predilezione al canale visivo e tutto ciò che ruota attorno ad esso: curiosa, attenta osservatrice, registra i dettagli di ciò che la circonda. In particolare manifesta una profonda sensibilità nei confronti della natura, colpita dalla sua essenzialità e autenticità, con la quale entra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nata nel 1991 in provincia di Verona, fin da piccola manifesta una predilezione al canale visivo e tutto ciò che ruota attorno ad esso: curiosa, attenta osservatrice, registra i dettagli di ciò che la circonda. In particolare manifesta una profonda sensibilità nei confronti della natura, colpita dalla sua essenzialità e autenticità, con la quale entra in profonda connessione. Proprio essa si rivela per lei grande educatrice all’ascolto e all’osservazione di tutto ciò che comunica senza parole, di ciò che ogni cosa nasconde in sé, la sua essenza e le sue potenzialità.</p>
<p>Di pari passo con il canale visivo, sviluppa una predisposizione alla creatività in varie forme: disegno, colore, forme, immagini, parole, materiali sono gli elementi a cui pone l’attenzione lungo tutto il suo percorso, talvolta mescolandoli, talvolta discostandosi da alcuni di essi.</p>
<p>Il filo conduttore che da sempre la accompagna è la capacità di “vedere oltre”: oltre le cose per come appaiono in superficie; oltre i materiali e gli oggetti in quanto tali; oltre gli scarti di questi ultimi quando non servono più a ciò per cui sono stati creati. Si appassiona dunque alle potenzialità, aprendo la possibilità di una seconda vita delle cose.</p>
<p>Negli ultimi anni si avvicina soprattutto al mondo della carta, materiale di cui ha scoperto le infinite potenzialità durante gli studi all’Accademia di Belle Arti di Verona (presso la quale ha conseguito il diploma in Pittura nel 2020 con una tesi in parte dedicata proprio a questo materiale). Inizialmente usa gli scarti della carta per creare gioielli, combinandola con metalli di vario genere. Successivamente, arriva a destrutturare lo scarto, ricreando il foglio di carta artigianalmente, svolgendo tutto il processo di creazione, sperimentando forme, colori e modalità.</p>
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		<title>Gatto Elisabetta</title>
		<link>https://www.riciclarte.it/artisti/gatto-elisabetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 13:41:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A Treviso si è diplomata al Liceo Artistico ed all’ Istituto di Moda. Ha lavorato nel settore Tessile Abbigliamento. Attraverso la sua ricerca coglie la particolare Bellezza degli scarti industriali, schegge di Polistirene che prima si fondono e poi emergono trasformandosi magicamente, diventando dei Simulacri, dei Totem, che con i loro colori e forme ci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Treviso si è diplomata al Liceo Artistico ed all’ Istituto di Moda. Ha lavorato nel settore Tessile Abbigliamento.</p>
<p>Attraverso la sua ricerca coglie la particolare Bellezza degli scarti industriali, schegge di Polistirene che prima si fondono e poi emergono trasformandosi magicamente, diventando dei Simulacri, dei Totem, che con i loro colori e forme ci rimandano agli Elementi Naturali: “Acqua,Fuoco, Aria,Terra e al Cuore.”</p>
<p>La loro presenza assume significato di Rimembranza e di Monito verso l’ Essere Umano che ferendo la Natura ferisce se stesso.</p>
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		<title>Vendramin Maurizio</title>
		<link>https://www.riciclarte.it/artisti/vendramin-maurizio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Caselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2021 08:36:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Mi occupo di assistenza nel settore informatico e di riprografia ( fotocopiatori) quando ero piu’ giovane facevo moddellismo partecipando a diverse mostre. Ora di conseguenza sono attratto dalle componentistiche elettroniche fatte di forme interessanti parti nascoste che nessuno vede celate ad esempio all’interno di un hard disk]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi occupo di assistenza nel settore informatico e di riprografia ( fotocopiatori) quando ero piu’ giovane facevo moddellismo partecipando a diverse mostre.<br />
Ora di conseguenza sono attratto dalle componentistiche elettroniche fatte di forme interessanti parti nascoste che nessuno vede celate ad esempio all’interno di un hard disk</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Trentin Chiara</title>
		<link>https://www.riciclarte.it/artisti/trentin-chiara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Caselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 15:43:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chimajarno Aggregazioni indossabili di bottoni&#8230; Raccontarsi, raccontare un percorso. Tassellare, comporre i tasselli di questo percorso. Aggregare, mettere assieme stati d&#8217;animo, idee, immagini, differenti prospettive, colori, musiche, percezioni, istinti, forme, trame di storie. In queste modalità ritrovo il tentativo di tenere legate cose diverse, i bottoni diventano i miei strumenti di traduzione. Adoro immaginare che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chimajarno<br />
Aggregazioni indossabili di bottoni&#8230;</p>
<p>Raccontarsi, raccontare un percorso.<br />
Tassellare, comporre i tasselli di questo percorso.<br />
Aggregare, mettere assieme stati d&#8217;animo, idee, immagini, differenti prospettive, colori, musiche, percezioni, istinti, forme, trame di storie. In queste modalità ritrovo il tentativo di tenere legate cose diverse, i bottoni diventano i miei strumenti di traduzione. Adoro immaginare che i miei lavori siano intrecci non solo di semplici oggetti, ma di elementi che hanno il senso di qualcosa di ritrovato e che sono in grado di caricarsi affettivamente di ricordi e vecchie storie. Questo mio percorso è la mia ricerca di costruzione di un&#8217;identità, è la mia necessità di espressione, è la mia prospettiva di un&#8217;artigianalità con occhi diversi. Scelgo materiali e lidecontestualizzo dalla loro originale funzionalità, provo ad usare un linguaggio che racconti un vissuto contemporaneo ma che attinge a storie passate che sono riuscite a meravigliarmi, una particolare esperienza, un dettaglio, una sfumatura. Chimajarno nasce anni fa da una personale esigenza di arricchire il mio corpo dandogli un significato, non nel solo valore estetico, ma rendendolo partecipe di una narrazione, un decondizionato equilibrio del corpo stesso.</p>
<p>Autodidatta nel mio percorso, partecipo da anni a esposizioni collettive in Italia, Europa e America, tra le quali: “XXI TRIENNALE. International Exhibition &#8211; Design After Design” al Palazzo dellaTriennale di Milano, “Not only decoration” Alja&amp;Friends Galeria a Vienna, “Co:operation &#8211; garnish” al Baltimore Jewelry Center in Maryland America, “Stilisti e futuri stilisti” Biennale Disegno Rimini presso LABA Rimini, “F-Utili Gioielli per Emergency HELP” al Museo Marino Marini di Firenze, “Il corpo come paesaggio” al Museo del Paesaggio di Torre di Mosto (VE), “Ri-definire il gioiello” a Scatolabianca Milano Fuorisalone, “Bijoux d’autore” al Museo del Bijou di Casalmaggiore(CR), “Manos” a Helsinki World Design Capital 2012 Paviljonki in Helsinki Finland, “This Is Bijou!” al Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative il Costume e la Moda di Roma, “Echi di Battiti” a Fabbrica in Gambettola (FC). Nel 2012 vinco il “Creazioni Giovani Macef Design Award” in Fiera a Rho Milano. Le mie aggregazioni sono state pubblicate: su “Frammenti sul gioiello contemporaneo” a cura di Alessia Paola Roberta Rinaldi, Deleyva Editore e su “ThisIsBijou! L’ultima frontiera dei giacimenti culturali dell’ornamento del corpo” a cura di Claudio Franchi, Edizioni Forme Libere.</p>
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		<title>Zago</title>
		<link>https://www.riciclarte.it/artisti/zago/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Caselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 11:36:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Marino Gianantonio in arte Zago,nasce a Trieste il 30/12/1949.Si trasferisce a Verona nel 1957 e tuttora vi risiede.Autodidatta,diplomato in grafica pubblicitaria,inizia a dipingere nei primi anni 70. Partecipa a poche collettive e ancor meno personali.Interessante una sua esposizione nel 1996 presso Hofstra University a New York con una ventina di quadri ad olio raffiguranti scorci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Marino Gianantonio in arte Zago,nasce a Trieste il 30/12/1949.Si trasferisce a Verona nel 1957 e tuttora vi risiede.Autodidatta,diplomato in grafica pubblicitaria,inizia a dipingere nei primi anni 70.<br />
Partecipa a poche collettive e ancor meno personali.Interessante una sua esposizione nel 1996 presso Hofstra University a New York con una ventina di quadri ad olio raffiguranti scorci inediti di Verona.<br />
Dal 1994,abbandona la pittura figurativa e paesaggistica per un astratto informale e figurativo di tipo mosaico. Amante del colore,esso domina sul segno,ma mai in contrasto fra loro. Dal 1999 Zago si cimenta anche con la digital-art, vista la sua innata e intrinseca fantasia e versatilita’ artistica. Attualmente dedica molto tempo anche per la creazione di quadri polimaterici composti da materiali di riciclo che talvolta raccoglie per strada.Lattine,pezzi di plastica,schede telefoniche,tappi e quant’altro il consumismo dei giorni nostri trasforma in monnezza. Zago non si limita ad assembrarli solamente ma li arricchisce artisticamente,coadiuvandosi di spry,acrilici ,smalti ed oli. Tutto questo per far si che nel tempo le sue creazioni ,oltre che opere d’arte, conservino spicchi di storia dei nostri tempi da lasciare alla meditazione dei posteri.<br />
Zago il riciclante – Testo critico di Rosa Spinillo sull’informale materico dell’artista  Zago non vuole essere definito, incasellato, è un artista poliedrico, versatile, suggestionato profondamente dall’arte del secondo Novecento di cui fa sicuramente parte come nascita ma non come formazione.  La sua formazione è stata la “strada”, la frequentazione di altri artisti un pò dannati come lui, tra cui Mario Schifano e altri. Zago ha ben assimilato la lezione di Schifano e Rauscheunbeurg, ne è rimasto profondamente suggestionato, seppure inconsciamente. Come non pensare anche a Warhol o a Manzoni, c’è una parte del caro vecchio Novecento nell’immaginario di quest’artista che pur non avendo studiato la storia dell’Arte, la cita attraverso le sue sensazioni, le sue emozioni. Si fa stravolgere dalla passione di un colore forte, un rosso puro o un blu vivido che fa colare sulla tela in una sorta di “dripping” alla Jackson Pollock. E poi come non citare ulteriormente Burri con i suoi sacchi e le sue combustioni, o Fontana con i suoi tagli netti, Zago è tutto questo, ma è anche di più. La sua ricerca è sempre in continua evoluzione anche quando raccatta materiale di risulta, che siano lattine di coca, siringhe, condom, racchette sfondate, scarpe vecchie, accendini, mozziconi di sigarette, scarti di cibo, mi sembra quasi di vedere uno Zago – Daniel Spoerri all’opera, tante idee che inesorabilmente faranno della spazzatura vera Arte; non senza una vena d’ironia. L’ironia, il non prendersi troppo sul serio, fa di un’artista un vero artista, il sapiente mettersi in gioco, l’apertura mentale, la grande intelligenza e la capacità di ricerca fanno il resto. Ed ecco che la magia si compie: nasce l’opera d’arte come da un dio demiurgo-fabbricatore, una sorte di nume tutelare che ogni artista si porta dentro di sè. Perché l’Arte è espressione del proprio sé più autentico e profondo, è il linguaggio che riflette lo spirito del tempo in cui l’artista vive, è il comunicare un messaggio, è un uscire dai provincialismi. Solo così può nascere la grande Arte, altrimenti resta puro dilettantismo.<br />
Zago ha dedicato una vita all’Arte, nella sua solitudine di artista è pregno di idee, di suggestioni, sensazioni. Gli inizi dell’artista sono figurativi, negli anni Novanta espone a New York una ventina di landscapes che raffigurano scorci di Verona, la sua città adorata. Alla fine degli anni Novanta abbandona la figurazione volgendosi a un linguaggio neo- divisionista fino a sconfinare nell’astrazione. Famose le tele denominate “mosaico” di questo periodo. Ma la sua attenzione oggi è rivolta al polimaterismo, in cui una materia fortissima grondante di colore domina lo spazio delle sue superfici, vi convivono oggetti morti, consunti dal tempo, assemblage e ready- made post-duchampiani, una quasi riedizione della favola Dada che nel nostro contemporaneo è sempre presente. Arte per provocare? La provocazione domina ormai ogni linguaggio, che ben venga se serve a scuotere le coscienze, no se non comunica niente di fondo. E la “Monnezza” come la chiama Zago, non esiste solo agli angoli delle strade ma anche nelle nostre coscienze di menti che osservano, ma non fanno nulla per cambiare il proprio destino. Zago non è solo un’artista, è un sognatore che crede in un mondo migliore, una persona rara priva di ipocrisia, leale, vera come poche. Esiste anche uno Zago fotografo, artista digitale, notevole non c’è che dire. Ma sinceramente preferisco l’ultimo Zago, artista neo-informale quale egli è, con le sue creazioni cariche di “monnezza”, ed è proprio qui che raggiunge gli apici della sua vena creativa. Gli consiglierei di continuare in questo senso, di ricercare nuovi materiali, perché l’Arte è continua ricerca, ricerca..ricerca..<br />
Sei un ricercatore nato Zago, sono sicura che mi hai capita, con i miei migliori in bocca ai lupi!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siliprandi Leda</title>
		<link>https://www.riciclarte.it/artisti/siliprandi-leda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Caselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 10:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Io recupero ‘tutto’,specie in campo tessile. Ma dagli scarti più che a un riutilizzo,punto alla creazione di nuove entità estetiche.Ho partecipato a varie mostre,invitata,con spille e collane fatte con vecchi bottoni,fibbie,piume,frammenti di vecchi oggetti. Compongo arazzi utilizzando vecchie stoffe,cravatte,pizzi,passamanerie ecc. Naturalmente faccio molte altre cose sostenuta da esperienza di lavoro manuale e culturale. Ho aperto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Io recupero ‘tutto’,specie in campo tessile. Ma dagli scarti più che a un riutilizzo,punto alla creazione di nuove entità estetiche.Ho partecipato a varie mostre,invitata,con spille e collane fatte con vecchi bottoni,fibbie,piume,frammenti di vecchi oggetti.</p>
<p>Compongo arazzi utilizzando vecchie stoffe,cravatte,pizzi,passamanerie ecc. Naturalmente faccio molte altre cose sostenuta da esperienza di lavoro manuale e culturale.</p>
<p>Ho aperto una mostra permanente di accessori fatti tutti rigorosamente con materiali di recupero e,a lato, la mia collezione di bottoni antichi: VIGOROVEA (PD), via Piovese 10 (su appuntamento 049 9702420).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Stanchina Cristiana</title>
		<link>https://www.riciclarte.it/artisti/stanchina-cristiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Caselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 09:03:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La mia formazione è come architetto, ma da sempre con la passione per il design, la moda e l’ecologia. Passioni che ho cercato di condensare nella realizzazione di gioielli creati principalmente con materiali di scarto. Nasce così un po’ per caso, all’inizio del 2011, be ecochic! una linea di ecogioielli contemporanei. Ecologici, perché in quello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La mia formazione è come architetto, ma da sempre con la passione per il design, la moda e l’ecologia. Passioni che ho cercato di condensare nella realizzazione di gioielli creati principalmente con materiali di scarto. Nasce così un po’ per caso, all’inizio del 2011, <strong>be ecochic</strong>! una linea di ecogioielli contemporanei. Ecologici, perché in quello che faccio pongo una continua attenzione nella selezione di materiali che siano di minimo impatto sull’ambiente: materiali della natura, scarti di lavorazione o semplicemente materiale che viene comunemente pensato come “rifiuto”. Contemporanei, perché per forme, materiali impiegati e metodi di aggregazione si discostano dal tradizionale gioiello.</p>
<p>Il mio obiettivo è dunque prendere oggetti o materiali comuni e cogliere il nuovo valore che questi possono assumere, separandoli dalla loro pura funzione e carpendo le loro potenzialità formali, materiche, tattili ed estetiche. Cerco pertanto di andare oltre il valore comunemente assegnato agli oggetti inseguendo la bellezza in luoghi non consueti, recuperando e riciclando materiali di scarto e dando loro una seconda vita, spesso più nobile della prima,dove i materiali potranno essere ammirati non tanto per la loro bellezza e preziosità quanto per le loro forme e per l’armonia della composizione che ne deriva: una bellezza data dall’insieme e dal valore aggiunto che esso assume.</p>
<p>Dalle mie sperimentazioni è nata la <strong>collezione ricercHIo</strong>, diverse combinazioni di cerchi di varie dimensioni e colori derivati da materiale di scarto: utilizzo principalmente i cerchi sigilla-tappi in plastica presenti in tutte le bottiglie e contenitori di plastica. I cerchi sono poi tenuti insieme da fili e nastri colorati oppure fili in acciaio inox, rame, ottone o ancora da spirali in plastica per rilegature. Il risultato sono collane leggerissime, dove a prevalere sono le forme delle aggregazioni e i colori: gioielli essenziali dove il massimo del decoro, in alcuni casi, è rappresentato da qualche fiocchetto o perla recuperata. Ogni realizzazione è fatta interamente a mano, spesso composta da pezzi unici dovuti, in alcuni casi, all’impossibilità di reperire il medesimo pezzo di scarto, o comunque dall’unicità della lavorazione manuale, “mai uguale”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ronca Ombretta</title>
		<link>https://www.riciclarte.it/artisti/ronca-ombretta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Caselli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 15:25:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Dopo un breve periodo in cui realizzavo oggetti con le tecniche classiche di decoupage, mi sono accorta che provavo molto più piacere e interesse a utilizzare materiali non convenzionali, come proprio quelli di scarto o piccoli oggetti destinati a essere gettati nelle immondizie, riuscendo a dare ad essi nuova forma e vita. Non seguo un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Dopo un breve periodo in cui realizzavo oggetti con le tecniche classiche di decoupage, mi sono accorta che provavo molto più piacere e interesse a utilizzare materiali non convenzionali, come proprio quelli di scarto o piccoli oggetti destinati a essere gettati nelle immondizie, riuscendo a dare ad essi nuova forma e vita.</p>
<p>Non seguo un processo creativo costante ma l’ispirazione arriva in base agli oggetti e ai materiali che tengo tra le mani. Avendo inoltre la passione per la fotografia, mi piace ritrarre e donare a ciò che creo un’espressione particolare o un atteggiamento dinamico come se fosse il fotogramma di una scena di vita reale.”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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