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Liber Vittorio Venturini

Faita Sandra

CLiber Vittorio Venturini

LABIRINTI percorsi non lineari
Strisce di carta di differente tipologia e spessore, ritorte e avvolte all’interno di un supporto a scatola.
“Non tutte le strade sono un percorso…” – N. Fabi – e ogni percorso non è mai lineare. I Labirinti sono la raffigurazione delle nostre vite tortuose e faticose fatte di curve, strettoie, inversioni e ancora ritorni… percorsi in cui le rotte tracciate non vengono mai rispettate, in cui si procede come in un labirinto. E’ difficile orientarsi e trovarsi… guardare all’insieme, ripercorrerne i tratti, aiuta a capirne il senso, o almeno ad ammirarne la bellezza.

CITTA’ INVISIBILI
Tavolette di resina cm 34 x 23.5 x 2, nelle quali sono state immerse scarti di libri tagliati e fresati a volte con aggiunta di acrilico. Sono opere bifacciale in quanto si può decidere di esporle dalla parte piatta in cui le pagine dei libri traspaiono oppure dall’altro lato in cui gli elementi immersi fuoriescono dalla superficie creando un gioco di medio – alto rilievi.
La sequenza di libri all’interno della tavoletta richiama skyline di case e palazzi. Città Invisibili è un chiaro riferimento letterario a Italo Calvino, ma ha un significato intrinseco, in quanto invisibili sono le storie raccontate da quei libri: non si possono più leggere eppure ci sono, comunicano attraverso un nuovo codice, non più attraverso il senso etimologico delle parole, ma dalle texture generate dal loro taglio, un linguaggio nuovo, emozionale.

BARIERA CORALLINA
Rete di resina colata a dripping, colorata con acrilico con aggiunta di elementi decorativi realizzati con refili di carta pastificata 100 x 220 x 3.
L’acqua è preziosa, è oro, è vita! Sopra questa rete d’orata nascono fiori di carta, refili di libri portatori di parole e cultura. E’ come una barriera corallina su cui si sviluppa la vita: noi osservatori, pesci curiosi qui troviamo riparo, conforto e cibo.
Il progetto artistico che ho intrapreso nasce dalla mia passione per la materia: fin da piccolo giocavo con gli scarti cartacei della produzione di legatoria. Ora che lavoro in quest’azienda, ho imparato a conoscere meglio i materiali ed a sperimentarne i possibili nuovi utilizzi. Continuo a giocare con una differente sensibilità estetica e con una particolare attenzione ai temi ecologici. Ogni opera che realizzo prende spunto dalla materia, materia di scarto, il mio divertimento sta proprio nel reinventare per questa una nuova vita possibile. Per quest’opera in particolare ho scelto di utilizzare scarti di plastica: colla poliuretanica e cellophan estensibile (necessario all’imballo dei bancali). Sopra alla rete di colla e plastica ho innestato refili di carta anch’essi plastificati.

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