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vitali ivano

vitali ivano

rappresentazioni di ritagli di vita quotidiana.

Firenze
Mobile: +39 328 3760574
Email: vitali@artnest.it
Web: www.artnest.it
vitali

Ivano Vitali realizza le prime installazioni effimere dal 1976 al 1979 nelle campagne dell’Impruneta (FI) utilizzando materiale di recupero: carta stampata, bastoni, penne, uova …

L’ecologia è fra le tematiche preferite. Nel 1979 realizza la prima performance distribuendo “santini” con la propria immagine e chiedendo la carità all’ingresso di ArteFiera e del Palazzo dei Congressi di Bologna. Dello stesso periodo è l’azione “Grafica nell’aria” che lo vede per la prima volta strappare in tante strisce i quotidiani e lanciarle in aria in cerca di un nuovo linguaggio grafico. Questa azione, che aveva avuto origine dalla contestazione studentesca, riemerge nel 1996 e, con altri contenuti e significati, diventa il leitmotiv che accompagnerà molte sue performances.

Da quell’anno la carta stampata diventa il materiale prescelto delle sue creazioni: utilizza in particolare i quotidiani che macera per ricoprire i libri ed altri oggetti, per costruire sacchi di diverse dimensioni, che appende alle pareti come installazioni, o fa volare o gonfia per contenere il pubblico nelle sue performances. Anche i costumi per le sue azioni sono fatti di quotidiani: nascono tamburini, pellegrini, sciamani, giornalisti vestiti di strisce di quotidiani.

Nel 2002, in coincidenza con l’apertura dello studio “art nest” a Firenze, la sua ricerca arriva a trasformare le strisce dei quotidiani in gomitoli per la realizzazione di una nuova serie di abiti. Il filo, fatto a mano e senza aggiunta di colle o coloranti, si trasforma dopo un paziente lavoro da materiale povero in oggetto prezioso e molto delicato. Oggetti-scultura che si possono indossare ma che hanno bisogno per il loro mantenimento di molte attenzioni, dal momento che non si possono esporre alla pioggia o al sole e neppure lavare o stirare. Sono gonne, giubbe, gilet, scialli … oggetti della vita quotidiana realizzati con i ferri da maglia e l’uncinetto, strumenti che Ivano ha imparato ad usare sotto la guida della madre. Saltuariamente utilizza anche il telaio, con il quale tesse la carta su ordito di cotone.

Di pari passo anche le performances sono cambiate e dai racconti spettacolari “A favore degli Indiani d’America”, del “Tamburino rosso”, de “Il lupo e il cieco”… è passato a rappresentazioni di ritagli di vita quotidiana.

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