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pozzoli fabrizio

pozzoli fabrizio

Concetto e immagine trovano consistenza nei materiali della scultura che da amorfi diventano latori di significato

Milano
Email: info@pozzoart.it

Nasce nel 1973 a Milano, dove vive e lavora. Affianca a studi scientifici, ma condotti con mentalità classica, un’esperienza come aiuto scenografo. Compie stages negli Stati Uniti e in Inghilterra. Ricerca in ambito grafico e di scrittura e si forma ai corsi della Scuola del fumetto di Milano, dove consegue precise capacità di rappresentazione anatomica della figura cui sarà sempre fedele. Dagli ultimi anni novanta lavora a sculture metalliche tridimensionali, realizzate in filo di ferro, generalmente protetto da silicone, ma a volte lasciato alla corrosione della ruggine (lamelle di piombo e specchi).

Concetto e immagine trovano consistenza nei materiali della scultura che da amorfi diventano latori di significato grazie ad un primo momento di riflessione sul vissuto dell’uomo, e a un conseguente spazio di sperimentazione estetica che riconosce diverse sfaccettature negli intenti propositivi, con diversi toni.

Secondo le parole stesse dell’artefice, vi si riconoscono nuances – dal celebrativo al provocatorio, dal meditativo al critico al propositivo – cui corrispondono diversi livelli antropici e varie indicazioni dinamiche e categoriali – dalla staticità al fluire, dal centripeto al centrifugo, dall’aggregante al disgregato, dal finito all’indefinito – recepiti e posti in momenti chiave di un percorso creativo relativamente breve, per ragioni anagrafiche, ma già intenso e coerentemente motivato.

Tra 1998 e 1999 Pozzoli soggiorna a Londra e Windsor. Attorno al 2000 accompagna le sculture con alcune composizioni poetiche. Le sue mostre si configurano frequentemente come installazioni di varie figure legate da un tema. Nel 2002 alcune delle figure si dispongono all’interno o emergono da strutture architettoniche in ferro ammantato di ruggine: si tratta dei prodromi, in chiave di studio, di una più ampia concezione della figura nello spazio come scena, che di recente ha verificato il contestualizzarsi di eventi teatrali attorno a sculture di Pozzoli, eseguite a grandezza naturale. Al filo di ferro si accompagna a volte filo di rame, con un incremento del dato drammatico o come indicatore di percorsi dello sguardo sul corpo della figura. Un incremento dell’impatto luministico è inoltre ottenuto con la zincatura del materiale.

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